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La Storia

Senza dubbio le origini di Bettona sono Umbro-Etrusche, come attestano studiosi di provata fiducia, numerosi reperti archeologici del suo territorio e le ben conservate mura castellane, poggianti in varie parti su quelle originarie.

tratto della cinta muraria etrusca
tratto della cinta muraria etrusca

Incerto è l'etimo del nome: c'è chi dice "Beth-ona" che in fenicio significa "casa maritale"; altri dicono " Vetus" estendendo il termine anche al linguaggio etrusco, donde "Vetumna" avrà voluto significare "paese degli antichi", cioè di popoli preesistenti alla venuta degli Etruschi.

tomba etrusca IV° secolo a.c. esterni      tomba etrusca IV° secolo a.c. interni
tomba etrusca IV° secolo a.c.

Nella Tavola Peutingeriana è chiamata Vettona, mentre Plinio il Vecchio nella rassegna dei popoli dell'Umbria chiama i bettonesi "Vettonenses". Quando l'Umbria passò sotto il dominio romano, Bettona fu ascritta alle colonie Clusturmina e Lemonia e fu municipio. Nella guerra civile fra Augusto e Marcantonio parteggiò per quest'ultimo, cosicché subì gravi danni dal vincitore, anche perché aveva concesso rifugio a molti profughi perugini. A Bettona passava l'importante via Amerina, una delle più frequentate strade per il Nord. Con l'avvento del cristianesimo la città fu evangelizzata secondo la tradizione da S.Crispolto, giunto dall'Asia e assegnato pastore dal primate dell'Umbria S.Brizio per espresso volere di S. Pietro, e divenne sede vescovile.

sigillo comunale del XIII° secolo      S. Crispolto – scuola Cortonese XVI secolo
sigillo comunale del XIII° secolo    e    S. Crispolto – scuola Cortonese XVI secolo

Durante le invasioni barbariche anche per Bettona cominciò una rapida decadenza. Primo a farle gravi danni fu Totila nel 548; passò poi sotto il dominio bizantino ed in seguito al Ducato Longobardo di Spoleto. Nel XII° secolo cominciò la rinascita nell'ambito di quel vasto movimento autonomistico delle città italiane. Nel 1198 Corrado d'Urslingen, duca di Spoleto, scomunicato da Innocenzo III° , fu costretto a cedere parte del ducato alla Chiesa e Bettona così passò dalla sudditanza dell'Impero a quella della Chiesa Romana. La giurisdizione ecclesiastica su Bettona spettava alla diocesi di Assisi, ma gli Assisani vollero impadronirsi di questa città anche politicamente: per questo si combatté per circa 30 anni, finché i Bettonesi furono costretti a sottomettersi nel 1223. In seguito approfittando della politica di rivendicazioni imperiali di Federico II°, Bettona si alleò con Foligno e l'Imperatore contro Assisi e Perugia, scrollandosi così di dosso l'atto di sottomissione. Nel 1267 Bettona prese il corpo di S. Crispolto, che era custodito in un luogo detto "La Piana" e lo portò fra le sue mura nella Chiesa omonima. Gli Assisani, che vantavano dei diritti su quel luogo, chiesero l'aiuto dei Perugini contro Bettona. Per intercessione del Cardinale Savello, futuro papa con il nome di Onorio IV°, si giunse ad un accordo con la cessione dell'oratorio di S. Crispolto, annesso all'omonima Chiesa, ai Frati Minori. Seguì un periodo di relativa autonomia (forte era il controllo della vicina e potente Perugia) e prosperità, ma nel 1352 Bettona, che si era lasciata coinvolgere in vicende di più ampio respiro, fu costretta ad arrendersi a Perugia dopo un durissimo assedio. La città venne arsa e demolita, unica eccezione le Chiese: 157 uomini dei primari del luogo vennero condotti prigionieri a Perugia e con essi il corpo di S. Crispolto; le pietre di Bettona vennero usate per il costruendo Palazzo dei Priori. Nel 1367 il Cardinale Albornoz comandò che la città venisse ricostruita in una cerchia di mura più ristretta della precedente, ma ben più fortificata.

Bettona con albero genealogico dei Baglioni       Malatesta Baglioni
Bettona con albero genealogico dei Baglioni


Le mura urbiche oggi

Porta      Torre

Ponte Levatoio      Bettona dall'esterno delle mura